Alfano: "Sul rimpasto decida Letta"
"Senza di noi questo governo non va avanti e senza di noi il centrodestra in futuro non potrà vincere le elezioni. Noi non vogliamo dettare legge ma non vogliamo subire la legge degli altri. Fin quando ci saranno punti di compromesso per il bene dell'Italia tra le idee e i valori della sinistra e i nostri, noi manderemo avanti il governo. Se il governo si dovesse paralizzare o se ci fosse l'arroganza di chi ritiene che o si accettano le proposte del Pd oppure non si va avanti, noi saremmo i primi a dire che noi non andiamo avanti". Sono state queste le parole del segretario di Ncd, vicepremier e ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ospite questa mattina di una trasmissione radiofonica. Leggi anche Merlo Il patto a due sulla legge elettorale tra Renzi e il Cav. non c’è senza Alfano
12 AGO 20

"Senza di noi questo governo non va avanti e senza di noi il centrodestra in futuro non potrà vincere le elezioni. Noi non vogliamo dettare legge ma non vogliamo subire la legge degli altri. Fin quando ci saranno punti di compromesso per il bene dell'Italia tra le idee e i valori della sinistra e i nostri, noi manderemo avanti il governo. Se il governo si dovesse paralizzare o se ci fosse l'arroganza di chi ritiene che o si accettano le proposte del Pd oppure non si va avanti, noi saremmo i primi a dire che noi non andiamo avanti". Sono state queste le parole del segretario di Ncd, vicepremier e ministro dell'Interno, Angelino Alfano, ospite questa mattina di una trasmissione radiofonica.
RIMPASTO SI' O NO? - "Sul rimpasto c'è una grande ipocrisia: tutti lo vogliono nessuno lo dice. In realtà le spinte per il cambiamento di alcuni ministri ci sono. Letta rientrerà oggi dal Messico e dovrà assumersi il peso, l'onere e la fatica di trovare la composizione. Ma la principale delle questioni è all'interno del Pd, facciano chiarezza su tutto: si riuniscano e decidano una volta per tutte se riconoscono il presidente del Consiglio e se lo riconoscono lo aiutino. Se non lo riconoscono facciano una proposta alternativa al paese".
RENZI E LETTA - "Ho letto anche io di un cambio in corsa a Palazzo Chigi tra Renzi e Letta, senza 'passare dal via'. Tra i ragazzi, ma anche tra i meno giovani, è diffuso il 'Fantacalcio', molto divertente anche se io preferisco il calcio vero al 'Fantacalcio' che si fa anche nella politica". Insomma, ha fatto capire Alfano dalle sue dichiarazioni: "Non mi occupo di scenari immaginifici". "Per il bene dell'Italia – ha aggiunto il vicepremier – è bene che Letta e Renzi vadano d'accordo. Se vanno d'accordo il governo va meglio; se si mettono in competizione su chi deve togliere la sedia all'altro, il governo entra in fibrillazione. Per cui il mio auspicio e la mia richiesta è che non si scarichino sull'Italia le competizioni interne al Pd. Già l'Italia in passato ha pagato, per ben due volte, il conto alla competizione e alla gara all'interno del partito".
I PIANI DEL PREMIER E DEL GOVERNO - L'inquilino di Palazzo Chigi nel corso del semestre italiano di presidenza Ue sarà Enrico Letta a patto che l'accordo di maggioranza si chiuda con un "contratto" del quale Angelino Alfano sintetizza i punti focali: "Il presidente del Consiglio nel corso del semestre Ue sarà Letta se – ha avvertito il leader Ncd – si stipulerà un contratto di governo con una riforma moderna e avanzata del mercato del lavoro, con un sistema di tassazione delle imprese che faccia guadagnare di piu' i lavoratori e pagare meno tasse agli imprenditori con uno choc per la burocrazia del Paese".
IL CASO FARAONE - "Siamo garantisti con Faraone, che è come se fosse un ministro del governo ombra di Matteo Renzi, in quanto è membro dell'esecutivo, e indagato". Alfano ha ricordato: "Noi siamo garantisti. Lui ha detto 'mi dimettero' dall'esecutivo del Pd solo in caso di rinvio a giudizio' e noi rispettiamo la scelta di Faraone. Questo è il nostro stile".
LA TELEFONATA CON LIGRESTI - La telefonata con Salvatore Ligresti è "del tutto irrilevante dal punto di vista tecnico" e "non ho mai avuto preoccupazioni di essere intercettato perché se anche mi mettessero una microspia tra un neurone e un altro a caccia di un psicoreato non troverebbero nulla, perché io non ne faccio". E' quanto ha affermato il segretario dell'Ncd alla radio, interrogato sulla telefonata intercorsa con l'immobiliarista. La telefonata risale al 2011, ha ricordato Alfano, quindi "se fosse uno yogurt sarebbe ampiamente scaduto".
DOMANI LA DIREZIONE - Intanto, in vista della Direzione del Pd convocata per domani, il deputato Dario Ginefra ha ribadito come Renzi faccia bene a voler “dettare l’aenda politica del Paese” ma “è importante che la Direzione di domani dia un mandato chiaro ai gruppi parlamentari di sostegno al governo Letta” poiché “è importante che i nostri gruppi possano lavorare con un mandato chiaro, uscendo da una navigazione a vista che non fa bene a nessuno”.
L'INCONTRO COL CAV. - Dopo aver incontrato ieri Denis Verdini, oggi Matteo Renzi ha incotrato Angelino Alfano per cercare di accelerare su un’intesa sul nuovo sistema elettorale. Anche se un incontro con Silvio Berlusconi non figura tra gli appuntamenti in agenda del segretario del Pd, fonti di Forza Italia riferiscono invece che il faccia a faccia potrebbe avvenire questo week end. “L’incontro tra Berlusconi e Renzi ci sarà”, assicura Renato Brunetta, mentre piccate sono state le prime reazioni del Pd a quest’ipotesi. Alfredo D’Attorre, si fa portavoce di un malcontento interno al partito augurandosi che Renzi “sarà cauto sulle mosse che possano resuscitare politicamente Berlusconi e che non vorrà incontrare un pregiudicato nella sede del Pd".